Nuovo contributo a fondo perduto per il commercio al dettaglio: cosa sapere
Con il Decreto “Sostegni-ter” (DL 4/2022), è stato istituito un fondo da 200 milioni di euro per sostenere le imprese del commercio al dettaglio colpite dalla crisi economica. Se hai un’attività in questo settore, potresti avere diritto a un contributo a fondo perduto. Vediamo insieme chi può accedere, come funziona e cosa fare per ottenerlo.
A chi è destinato il contributo?
Il bonus è rivolto alle imprese che:
Operano principalmente nel commercio al dettaglio (con specifici codici ATECO)
Hanno registrato ricavi non superiori a 2 milioni di euro nel 2019
Hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2021 rispetto al 2019
Inoltre, per accedere al contributo, l’impresa deve:
Avere sede legale o operativa in Italia
Essere regolarmente iscritta e attiva nel Registro delle imprese
Non essere in liquidazione o in procedura concorsuale
Non risultare in difficoltà al 31 dicembre 2019 (salvo eccezioni previste dalla normativa UE)
Non essere destinataria di sanzioni interdittive
Quali attività sono incluse?
Il contributo riguarda solo alcune categorie di commercio al dettaglio, identificate da codici ATECO specifici. Tra questi:
Negozi di abbigliamento, calzature, profumeria, fiori, articoli per la casa
Rivendite di carburante, elettronica, articoli culturali e ricreativi
Commercio ambulante di abbigliamento, calzature e altri prodotti
Se la tua attività rientra in uno di questi codici, potresti avere accesso al contributo.
Come si calcola il contributo?
L’importo del contributo varia in base ai ricavi del 2019 e alla perdita subita nel 2021. Si applica una percentuale alla differenza tra i ricavi medi mensili del 2021 e quelli del 2019:
60% per imprese con ricavi fino a 400.000 €
50% per ricavi tra 400.000 € e 1 milione €
40% per ricavi tra 1 milione € e 2 milioni €
Come fare domanda?
Le imprese interessate devono presentare una richiesta online al Ministero dello Sviluppo Economico. I dettagli su tempi e modalità saranno definiti con un apposito provvedimento ministeriale.
Dopo la scadenza per l’invio delle domande, le risorse saranno distribuite tra le imprese ammesse. Se i fondi non bastano, l’importo sarà ridotto proporzionalmente.
Attenzione ai limiti europei
Il contributo è soggetto ai limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. In particolare:
Se rientra nel “Quadro temporaneo” UE, serve l’autorizzazione della Commissione europea
In alternativa, si applicano le regole del regime “de minimis” (Regolamento UE 1407/2013)
Perché è utile per chi fa impresa?
Se gestisci un negozio o stai pensando di aprirne uno, questo contributo può rappresentare un aiuto concreto per affrontare le difficoltà economiche post-pandemia. Ti permette di recuperare parte delle perdite subite e di pianificare con maggiore serenità la ripresa.
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Federica Maurig

