Bonus locazioni e aiuti di Stato: cosa cambia con l’aumento dei massimali
Nel contesto delle misure straordinarie introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19, il credito d’imposta sui canoni di locazione ha rappresentato un importante sostegno per molte imprese. Ma come si applicano i limiti previsti dal Quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato? E cosa succede se il credito viene ceduto? In questo articolo facciamo chiarezza su un tema che può avere un impatto diretto sulla gestione fiscale della tua impresa.
Il credito d’imposta sugli affitti: un aiuto sotto osservazione
Il bonus affitti, previsto inizialmente dal Decreto Rilancio (DL 34/2020) e prorogato più volte, consente alle imprese di recuperare parte dei canoni di locazione di immobili non abitativi. Tuttavia, questo beneficio rientra tra gli aiuti di Stato soggetti ai limiti del cosiddetto “Quadro temporaneo” europeo.
I massimali da rispettare
A seconda del periodo in cui l’aiuto è stato concesso, si applicano soglie diverse:
Fino al 27 gennaio 2021: massimo 800.000 € per impresa
Dal 28 gennaio al 31 dicembre 2021: massimo 1.800.000 €
Dal 1° gennaio al 30 giugno 2022: massimo 2.300.000 €
Cessione del credito: attenzione ai limiti
Un caso pratico ha sollevato dubbi importanti: una società aveva ceduto il credito d’imposta maturato nel 2020 a un’altra impresa. Il quesito era se il cessionario potesse utilizzare il credito nel 2021, approfittando del nuovo limite più alto.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate è stata chiara: i limiti si applicano al momento in cui il credito viene maturato, non quando viene utilizzato. Quindi:
È il cedente (cioè chi ha maturato il credito) a dover rispettare i massimali
Se il credito è nato nel 2020, vale il tetto di 800.000 €, anche se viene usato nel 2021
Il cessionario non può compensare il credito oltre l’anno in cui lo ha ricevuto
Quando si considera “concesso” un aiuto?
Per stabilire quale massimale applicare, conta la data in cui l’aiuto è stato effettivamente messo a disposizione. Nel caso dei crediti d’imposta, il contribuente può scegliere tra:
La data di presentazione della dichiarazione dei redditi
La data di approvazione della compensazione (che può coincidere con la maturazione del credito, la ricevuta dell’Agenzia o la presentazione del modello F24)
Questa flessibilità consente di ottimizzare l’utilizzo del credito, ma richiede attenzione nella documentazione.
Cosa significa per chi fa impresa?
Se stai avviando un’attività o gestisci una PMI, conoscere questi dettagli può fare la differenza tra sfruttare un’opportunità fiscale o incorrere in errori che bloccano l’accesso ai benefici. In particolare:
Se hai ricevuto o ceduto crediti d’imposta, verifica sempre l’anno di maturazione
Rispetta i massimali previsti per evitare contestazioni
In caso di cessione, assicurati che il credito sia utilizzato entro l’anno
In sintesi
Il credito d’imposta sugli affitti è uno strumento utile, ma va gestito con precisione. I limiti imposti dal Quadro temporaneo europeo non sono solo numeri: determinano se un aiuto è valido o meno. E per chi vuole fare impresa in modo solido, conoscere queste regole è fondamentale.
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Federica Maurig

