Autodichiarazione aiuti COVID: cosa sapere per evitare errori e sanzioni
Se la tua impresa ricevesse aiuti economici durante l’emergenza COVID, potresti essere tenuto a presentare un’autodichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Vediamo insieme quando è obbligatoria, chi deve compilarla e come gestire i casi particolari, come fusioni o superamento dei limiti previsti.
Cos’è l’autodichiarazione COVID e a cosa serve
L’autodichiarazione è un documento richiesto alle imprese che hanno beneficiato di aiuti economici rientranti nel cosiddetto “regime ombrello” previsto dal Decreto Ministeriale dell’11 dicembre 2021. Serve a verificare che i contributi ricevuti non abbiano superato i limiti stabiliti dal quadro temporaneo europeo (Temporary Framework).
📅 La scadenza per l’invio era fissata al 30 novembre 2022.
Chi è esonerato dalla dichiarazione
Non tutte le imprese sono obbligate a presentarla. In particolare, sono esonerate quelle che:
- Fanno parte di un “gruppo di imprese” (impresa unica) ma non hanno ricevuto alcun aiutolegato al regime ombrello.
- In questo caso, l’obbligo ricade solo sulle imprese del gruppo che hanno effettivamente beneficiato degli aiuti.
Cosa succede se si superano i limiti
Nel caso in cui un’impresa unica (es. due società collegate) abbia superato i massimali previsti dalla Sezione 3.1 del Temporary Framework, è possibile:
- Effettuare un riversamento volontariodell’eccedenza.
- Anche se una sola società del gruppo si fa carico del rimborso, tutte le imprese coinvolte devono comunque presentare l’autodichiarazione, indicando correttamente i dati relativi agli aiuti ricevuti e alla quota eccedente.
Aiuti ricevuti prima del 13 ottobre 2020: si possono spostare?
Sì. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, se ci sono le condizioni, è possibile ricollocare gli aiuti ricevuti prima del 13 ottobre 2020 nella Sezione 3.12 del quadro temporaneo, anche se la data di concessione non coincide con il periodo ammissibile individuato.
Cosa fare in caso di fusioni o operazioni straordinarie
Le operazioni societarie come fusioni o acquisizioni richiedono particolare attenzione. Ecco due esempi pratici:
- Se due imprese si fondono e hanno ricevuto aiuti prima della fusione, la nuova società può ancora beneficiare del plafond residuo, se disponibile.
- Se invece il tetto massimo è già stato raggiunto prima della fusione, non si possono ricevere nuovi aiuti, ma quelli già concessi restano validie non vanno restituiti.
In questi casi, la nuova società nata dalla fusione deve presentare tre autodichiarazioni:
- Una per ciascuna delle imprese originarie (con i dati pre-fusione).
- Una terza per gli aiuti ricevuti dopo la fusione.
Come compilare correttamente la dichiarazione
In caso di operazioni straordinarie, è fondamentale indicare correttamente:
- Il codice fiscale dell’impresa originaria (dante causa).
- Il codice fiscale della nuova impresa (avente causa).
- I dati del rappresentante legale che firma la dichiarazione.
Perché è importante per chi fa impresa
Compilare correttamente l’autodichiarazione è fondamentale per:
- Evitare sanzionio richieste di restituzione degli aiuti.
- Dimostrare la regolaritàdei contributi ricevuti.
- Gestire correttamente operazioni societariecome fusioni o acquisizioni.
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Federica Maurig

