S.I.S.S.I. 2.0 - Regime forfettario e errori nei requisiti: cosa succede e come rimediare

12 Marzo 2023

Regime forfettario e errori nei requisiti: cosa succede e come rimediare
Se sei un libero professionista o stai per aprire partita IVA, probabilmente hai valutato il regime forfettario per i suoi vantaggi fiscali. Ma cosa accade se scopri, magari dopo mesi, di non avere i requisiti per accedervi? L’Agenzia delle Entrate ha chiarito come comportarsi in questi casi, sia per il professionista che per il sostituto d’imposta.
Vediamo insieme cosa fare per rimediare e quali sono le responsabilità in gioco.
Quando il regime forfettario è applicato per errore
Può capitare che un professionista applichi il regime forfettario senza averne diritto, ad esempio per aver superato i limiti di ricavi o per altre cause di esclusione. In questi casi, le fatture emesse senza IVA e senza ritenuta d’acconto risultano errate.
Per correggere la situazione, ci sono due strade:
Note di variazione in aumento: si integrano le fatture originarie aggiungendo l’IVA e, se dovuta, la ritenuta d’acconto.
Storno e riemissione: si annullano le vecchie fatture con note di credito e se ne emettono di nuove, corrette, con IVA e ritenuta.
Queste operazioni permettono di regolarizzare la posizione fiscale e adeguarsi al regime ordinario.
Il ruolo del sostituto d’imposta: cosa deve fare?
Il sostituto d’imposta (cioè, il cliente che paga il professionista) ha obblighi diversi a seconda dell’anno in cui sono stati incassati i compensi:
Per i compensi del 2021: se il professionista ha già corretto la dichiarazione dei redditi e versato imposte, interessi e sanzioni, il sostituto non deve fare nulla. Nessuna ritenuta da versare, nessuna Certificazione Unica o modello 770 da integrare.
Per i compensi del 2022: se il professionista non ha ancora presentato la dichiarazione, il sostituto deve agire. Deve versare le ritenute (anche se in ritardo, con interessi), rilasciare la Certificazione Unica e aggiornare il modello 770.
Chi è responsabile delle sanzioni?
Il professionista che ha applicato il regime forfettario senza averne diritto è responsabile delle conseguenze fiscali:
sanzioni per fatturazione errata;
IVA non versata;
ritenute non operate o versate in ritardo.
Ma il sostituto d’imposta può essere esonerato da responsabilità se dimostra di aver agito con normale diligenza. In pratica, se ha ricevuto una dichiarazione scritta dal professionista che attestava l’applicazione del regime forfettario, e non aveva modo di sapere che fosse errata, non è tenuto a pagare sanzioni.
Perché questo è importante per chi apre un’attività?
Se stai per avviare un’attività o sei un libero professionista alle prime armi, questo caso ti insegna una lezione fondamentale: verifica sempre con attenzione i requisiti per accedere al regime forfettario. Un errore può costare caro, sia a te che ai tuoi clienti.
Ecco cosa puoi fare per evitare problemi:
Consulta un commercialista prima di scegliere il regime fiscale;
Tieni sotto controllo i limiti di ricavi e spese;
Se scopri un errore, intervieni subito con le correzioni previste.
Conclusione
Il regime forfettario è una grande opportunità per chi inizia, ma va gestito con attenzione. In caso di errore, è possibile rimediare, ma è fondamentale conoscere le regole e agire tempestivamente. Se hai dubbi o vuoi un supporto per valutare il regime più adatto alla tua attività, non esitare a chiedere consiglio.

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Federica Maurig

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