Credito d’imposta 2023 per startup green e sanitarie: come funziona e come ottenerlo
Se hai fondato una startup innovativa negli ultimi anni e operi nei settori dell’ambiente, dell’energia rinnovabile o della sanità, il 2023 potrebbe riservarti un’interessante opportunità fiscale: un credito d’imposta per le spese in ricerca e sviluppo legate alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica.
Vediamo nel dettaglio chi può accedere al beneficio, quali spese sono ammesse e come sfruttarlo al meglio.
A chi è rivolto il bonus
Il credito d’imposta è destinato alle startup innovative che rispettano due condizioni:
sono state costituite dal 1° gennaio 2020 in poi;
operano in uno dei seguenti settori:
ambiente,
energie rinnovabili,
sanità.
Anche se la norma non lo specifica, si fa riferimento alla definizione di startup innovativa contenuta nell’art. 25 del DL 179/2012.
Quali spese sono agevolabili
Il bonus copre le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo finalizzate a:
sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate;
migliorare la sostenibilità ambientale;
ridurre i consumi energetici.
In pratica, se la tua startup sta lavorando a un progetto green o sanitario con un forte contenuto innovativo, potresti rientrare tra i beneficiari.
Quanto vale il credito d’imposta
L’agevolazione prevede:
un credito pari al 20% delle spese ammissibili;
un massimale di 200.000 euro per singola impresa;
un tetto complessivo di 2 milioni di euro per l’intero 2023.
Il credito è concesso nel rispetto del regime “de minimis”, che impone un limite di 200.000 euro di aiuti pubblici ricevibili nell’arco di tre esercizi finanziari.
Come si utilizza il credito
Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, senza essere soggetto ai limiti generali di compensazione previsti per altre agevolazioni fiscali.
Inoltre:
non concorre alla formazione del reddito d’impresa;
non incide sulla base imponibile IRAP;
è fiscalmente neutro anche ai fini della deducibilità di interessi passivi e spese generali.
Obblighi dichiarativi
Il credito deve essere indicato:
nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stato riconosciuto;
anche nelle dichiarazioni successive, fino al completo utilizzo.
In attesa del decreto attuativo
Le modalità operative saranno definite da un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in accordo con il MEF. Il decreto specificherà:
come rispettare il limite complessivo di spesa;
i controlli sulle spese sostenute;
le cause di decadenza del beneficio;
le modalità di restituzione in caso di utilizzo indebito.
Perché è utile per chi avvia una startup
Questo credito d’imposta rappresenta un’opportunità concreta per le startup che investono in innovazione sostenibile. Se stai sviluppando un prodotto o servizio green o sanitario, potresti ottenere un supporto economico importante per finanziare la tua ricerca.
Ecco cosa puoi fare subito:
verifica se la tua startup rientra nei requisiti;
raccogli la documentazione delle spese in R&S;
resta aggiornato sull’uscita del decreto attuativo.
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Federica Maurig

