Le startup guidate da donne sono valutate meno favorevolmente rispetto alle startup guidate da uomini. Tali esiti, basati su pregiudizi di genere, sono verificati per un’ampia gamma di gruppi di stakeholder (investitori, comitati di selezione degli acceleratori, candidati e primi utenti, …).
Questi stereotipi di genere sullo svantaggio delle startup guidate da donne vengono ricondotti al sessismo tradizionale, in quanto quest’ultimo porta a percezioni ostili verso le donne, viste come incompetenti e inferiori agli uomini in questo contesto.
Una interessante ricerca offre nuove e interessanti prospettive di lettura del fenomeno (Benevolent Sexism and the Gender Gap in Startup Evaluation – Nhu Nguyen, Ivona Hideg, Yuval Engel, Frédéric Godart, 2024 (sagepub.com)).
La ricerca sottolinea che l’attenzione esclusiva sul sessismo tradizionale (ostile) trascura l’esistenza di un altro tipo di sessismo: il sessismo benevolo, che si riferisce ad atteggiamenti soggettivamente positivi nei confronti delle donne caratterizzati da un senso di affetto, idealizzazione e protezione.
Questa la sintesi dei risultati della ricerca offerta dagli autori: “Attingendo alla teoria del sessismo ambivalente, postuliamo che il sessismo benevolo mina l’equità di genere nella valutazione delle startup. Inizialmente ci aspettavamo che il sessismo benevolo fosse correlato negativamente alle valutazioni delle startup guidate da donne. Sorprendentemente, abbiamo scoperto che il sessismo benevolo non è correlato alle valutazioni delle startup guidate da donne, ma è positivamente correlato a quelle delle startup guidate da uomini, un risultato che è stato replicato in due studi aggiuntivi. Il nostro lavoro dimostra il sessismo benevolo come meccanismo di disuguaglianza nell’imprenditorialità che aumenta i risultati degli uomini senza danneggiare direttamente i risultati delle donne”.
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