Si potenzia il sistema di welfare sanitario nel lavoro in somministrazione, irrobustendo le prestazioni e
introducendo ulteriori prestazioni assicurative per rispondere alle esigenze di salute e benessere dei
dipendenti.
Sono novità contenute nell’ipotesi di rinnovo del Ccnl somministrazione lavoro che interessa oltre 500mila lavoratori impegnati in media ogni giorno (circa un milione l’anno) sottoscritto da Assolavoro con Felsa Cisl, NIdiL Cgil e UILTemp.
Aumentano del 20% le prestazioni della bilateralità in essere, se ne introducono di nuove, in particolare
nell’ambito della tutela sanitaria. Nell’intesa c’è un’ulteriore attenzione per la formazione e lo sviluppo delle competenze professionali: si regola in modo pattizio l’utilizzo delle risorse del fondo
Formatemp dedicate alla formazione, allineandosi alle novità del Collegato Lavoro. L’ipotesi di accordo
che sarà sottoposto dai sindacati al voto dei lavoratori prima della firma finale, non disciplina la
componente retributiva che viene definita nell’ambito del Ccnl di riferimento dell’utilizzatore.
I sindacati sottolineano che l’intesa «rafforza e introduce nuovi strumenti per sostenere una
maggiore continuità occupazionale, soprattutto per le donne in gravidanza e le categorie più
svantaggiate», per «salvaguardarli nelle fasi di contrazione del mercato del lavoro». Raddoppia il
finanziamento del Fondo di Solidarietà del settore che eroga la cassa integrazione e le prestazioni di
sostegno al reddito dei lavoratori, che sarà di 0,45% dell’imponibile a carico delle Agenzie per il Lavoro e
0,15% a carico dei lavoratori. È stata aumentata di oltre il 15% l’Indennità di disponibilità, sia
“ordinaria” sia in caso di procedura di ricollocazione, portandola rispettivamente da 800 euro mensili a mille euro e da mille a 1.150 euro. Per il presidente di Assolavoro, Francesco Baroni «il settore dimostra di saper affrontare con visione le sfide del mercato del lavoro, avendo come fine la continuità occupazionale dei lavoratori»
Ad Formandum

