Fatture a cavallo d’anno e contabilità semplificata: cosa sapere per evitare errori fiscali
Chi gestisce un’impresa in regime di contabilità semplificata sa quanto sia importante rispettare le regole fiscali, soprattutto quando si parla di fatture emesse tra fine e inizio anno. Un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, reso pubblico il 13 febbraio 2025, ha fatto luce su un punto cruciale: quando registrare le fatture elettroniche “a cavallo d’anno”.
Vediamo cosa cambia e perché è importante per chi fa impresa.
Il nodo: quando registrare una fattura emessa a fine anno?
Durante una videoconferenza del 5 febbraio 2025, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che una fattura elettronica può essere registrata solo dopo la sua trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI). Questo vale anche se la fattura è stata redatta a dicembre ma inviata a gennaio.
Tuttavia, grazie al confronto con il Consiglio nazionale dei commercialisti, è stato chiarito che è possibile registrare la fattura con la data dell’operazione, cioè quella indicata nel campo “Data” del file XML, anche se la trasmissione è avvenuta successivamente.
✅ Per chi ha un’impresa: questo significa che puoi evitare di spostare ricavi o costi all’anno successivo solo per motivi tecnici legati all’invio.
Contabilità semplificata: come funziona davvero?
Dal 2017, le imprese in contabilità semplificata determinano il reddito secondo il criterio di cassa: contano solo gli incassi e i pagamenti effettivi. Tuttavia, ci sono eccezioni che richiamano il principio di competenza, come previsto dall’art. 66 del TUIR.
In pratica, devi tenere traccia di quando incassi o paghi, non solo di quando emetti o ricevi fatture.
L’opzione per il criterio delle registrazioni: una semplificazione utile
C’è però una scorciatoia: l’art. 18, comma 5 del DPR 600/73 consente, con un’opzione triennale, di non annotare incassi e pagamenti. In questo caso, si presume che la data di registrazione coincida con quella dell’incasso o del pagamento.
💡 Perché è utile: questa opzione semplifica la gestione contabile, soprattutto per le piccole imprese che vogliono ridurre gli adempimenti.
Un esempio pratico: fattura del 29 dicembre, inviata l’8 gennaio
Immagina di emettere una fattura il 29 dicembre 2023, ma di inviarla al SdI solo l’8 gennaio 2024. Secondo l’Agenzia:
Ai fini del reddito d’impresa, la fattura va registrata nel 2024.
Ai fini IVA, invece, conta la data dell’operazione (29 dicembre), quindi l’IVA va liquidata nel 2023.
Fatturazione elettronica: cosa dice la normativa
La circolare n. 14/2019 ha chiarito due punti fondamentali:
La data dell’operazione è quella indicata nel campo “Data” del file XML.
La data di emissione è quella in cui la fattura viene trasmessa al SdI.
Quindi, anche se la trasmissione avviene dopo, puoi registrare la fattura con la data dell’operazione, purché il file sia stato effettivamente inviato e accettato dal SdI.
Conclusione: cosa deve fare un imprenditore?
Se gestisci un’attività in contabilità semplificata, e soprattutto se hai scelto il criterio delle registrazioni, questo chiarimento ti permette di:
Evitare errori nella determinazione del reddito
Gestire correttamente IVA e imposte
Semplificare la contabilità senza perdere il controllo fiscale
📌 Consiglio operativo: verifica sempre che le fatture siano trasmesse correttamente al SdI e, se possibile, registra i documenti con la data dell’operazione per una contabilità più coerente.
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Federica Maurig

