Amministratore e dipendente nella stessa società: cosa dice la Cassazione e cosa deve sapere chi fa impresa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 5318 del 28 febbraio 2025) riporta sotto i riflettori un tema delicato per chi gestisce una società di capitali: è possibile essere contemporaneamente amministratore e dipendente della stessa azienda?
La risposta non è semplice e ha implicazioni fiscali e giuridiche importanti. Vediamo cosa dice la giurisprudenza, come si posizionano dottrina e INPS, e cosa deve sapere chi sta avviando o già gestisce un’impresa.
La posizione della Cassazione: incompatibilità (quasi) totale
Secondo la Corte, non è compatibile ricoprire contemporaneamente il ruolo di amministratore e quello di lavoratore subordinato nella stessa società, almeno ai fini fiscali. Il motivo? L’amministratore ha poteri di rappresentanza, direzione e controllo che rendono impossibile dimostrare una reale subordinazione.
Cosa comporta questa interpretazione?
- Il costo del lavoro dipendente riferito all’amministratore non è deducibile dal reddito d’impresa.
- Perché ci sia deducibilità, bisogna dimostrare concretamente che l’amministratore svolge mansioni diverse da quelle legate alla carica sociale e che è soggetto a un potere gerarchico
⚠️ Attenzione: non basta che lo statuto o le delibere societarie lo prevedano. Serve una verifica sostanziale, non solo formale.
Dottrina e INPS: una visione più flessibile
Secondo Assonime e l’INPS, la coesistenza dei due ruoli è possibile, ma solo se si rispettano alcune condizioni:
- Il potere decisionale deve essere esercitato da un organo collegiale o da un altro soggetto diverso dall’amministratore interessato.
- Deve esserci un vincolo di subordinazione reale, anche se attenuato (come nel caso dei dirigenti).
- Le mansioni svolte devono essere estraneea quelle tipiche della carica di amministratore.
Eccezione: l’amministratore unico
In questo caso, la doppia qualifica non è mai ammessa, perché l’amministratore sarebbe di fatto il proprio datore di lavoro.
Implicazioni fiscali: attenzione alla deducibilità
Anche se il TUIR (art. 50, comma 1, lettera c-bis) sembra ammettere la possibilità di cumulo, la deducibilità dei costi cambia a seconda del ruolo:
- I compensi da amministratoresono deducibili solo se corrisposti (principio di cassa).
- Se la retribuzione viene riqualificata come compenso da amministratore senza delibera preventiva, potrebbe non essere deducibileneppure ai sensi dell’art. 95 del TUIR.
📌 In pratica, il compenso rischia di essere tassato due volte: una in capo all’amministratore, e una in capo alla società.
Cosa deve fare chi apre o gestisce un’impresa?
Se stai avviando una società di capitali o ne sei già amministratore, considera questi aspetti:
- Evita sovrapposizioni di ruoli se non puoi dimostrare una reale subordinazione.
- Formalizza con precisione le mansioni e i rapporti di lavoro.
- Verifica la deducibilità fiscale dei compensi e delle retribuzioni.
- Consulta un consulente del lavoro o un commercialista per evitare errori che possono costare caro.
💡 Una gestione chiara dei ruoli e dei compensi non solo ti tutela fiscalmente, ma rafforza la governance della tua impresa.
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Federica Maurig

