S.I.S.S.I. 2.0 - Amministratore e dipendente nella stessa società: cosa dice la Cassazione e cosa deve sapere chi fa impresa

2 Marzo 2025

Amministratore e dipendente nella stessa società: cosa dice la Cassazione e cosa deve sapere chi fa impresa

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 5318 del 28 febbraio 2025) riporta sotto i riflettori un tema delicato per chi gestisce una società di capitali: è possibile essere contemporaneamente amministratore e dipendente della stessa azienda?

La risposta non è semplice e ha implicazioni fiscali e giuridiche importanti. Vediamo cosa dice la giurisprudenza, come si posizionano dottrina e INPS, e cosa deve sapere chi sta avviando o già gestisce un’impresa.

La posizione della Cassazione: incompatibilità (quasi) totale

Secondo la Corte, non è compatibile ricoprire contemporaneamente il ruolo di amministratore e quello di lavoratore subordinato nella stessa società, almeno ai fini fiscali. Il motivo? L’amministratore ha poteri di rappresentanza, direzione e controllo che rendono impossibile dimostrare una reale subordinazione.

Cosa comporta questa interpretazione?

  • Il costo del lavoro dipendente riferito all’amministratore non è deducibile dal reddito d’impresa.
  • Perché ci sia deducibilità, bisogna dimostrare concretamente che l’amministratore svolge mansioni diverse da quelle legate alla carica sociale e che è soggetto a un potere gerarchico

⚠️ Attenzione: non basta che lo statuto o le delibere societarie lo prevedano. Serve una verifica sostanziale, non solo formale.

Dottrina e INPS: una visione più flessibile

Secondo Assonime e l’INPS, la coesistenza dei due ruoli è possibile, ma solo se si rispettano alcune condizioni:

  1. Il potere decisionale deve essere esercitato da un organo collegiale o da un altro soggetto diverso dall’amministratore interessato.
  2. Deve esserci un vincolo di subordinazione reale, anche se attenuato (come nel caso dei dirigenti).
  3. Le mansioni svolte devono essere estraneea quelle tipiche della carica di amministratore.

Eccezione: l’amministratore unico

In questo caso, la doppia qualifica non è mai ammessa, perché l’amministratore sarebbe di fatto il proprio datore di lavoro.

Implicazioni fiscali: attenzione alla deducibilità

Anche se il TUIR (art. 50, comma 1, lettera c-bis) sembra ammettere la possibilità di cumulo, la deducibilità dei costi cambia a seconda del ruolo:

  • I compensi da amministratoresono deducibili solo se corrisposti (principio di cassa).
  • Se la retribuzione viene riqualificata come compenso da amministratore senza delibera preventiva, potrebbe non essere deducibileneppure ai sensi dell’art. 95 del TUIR.

📌 In pratica, il compenso rischia di essere tassato due volte: una in capo all’amministratore, e una in capo alla società.

Cosa deve fare chi apre o gestisce un’impresa?

Se stai avviando una società di capitali o ne sei già amministratore, considera questi aspetti:

  • Evita sovrapposizioni di ruoli se non puoi dimostrare una reale subordinazione.
  • Formalizza con precisione le mansioni e i rapporti di lavoro.
  • Verifica la deducibilità fiscale dei compensi e delle retribuzioni.
  • Consulta un consulente del lavoro o un commercialista per evitare errori che possono costare caro.

💡 Una gestione chiara dei ruoli e dei compensi non solo ti tutela fiscalmente, ma rafforza la governance della tua impresa.

 

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Federica Maurig

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