Regime Forfettario e Scelte Irrevocabili: Cosa Sapere Prima di Avviare un’Attività
Quando si decide di aprire partita IVA, una delle prime scelte da fare riguarda il regime fiscale da adottare. Una decisione tutt’altro che secondaria, poiché alcune azioni possono rendere tale opzione definitiva e non più modificabile, almeno per l’anno in corso.
Vediamo un caso concreto che può insegnare molto a chi sta per iniziare un’attività o è agli esordi della propria carriera imprenditoriale.
Il Caso: Regime Forfettario e Fatture con IVA
Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate (interpello n. 378 del 31 maggio 2021), un contribuente che nel 2020 aveva i requisiti per adottare il regime forfettario ha comunque perso questa possibilità. Il motivo? Ha emesso fatture con IVA e trasmesso le relative liquidazioni periodiche.
Questo comportamento viene considerato una scelta esplicita per il regime ordinario, anche se non è stata fatta alcuna comunicazione formale. In termini tecnici, si parla di comportamento concludente.
Comportamenti che “Fissano” il Regime Fiscale
In base all’articolo 1 del DPR 442/1997, la scelta di un regime fiscale – così come la sua revoca – può risultare dalle azioni concrete del contribuente, non solo da comunicazioni formali. In pratica, se inizi a comportarti come se fossi in un regime ordinario, anche solo per errore, quella scelta diventa vincolante.
Ecco alcuni esempi pratici di comportamenti che indicano una scelta fiscale irrevocabile:
Emissione di fatture con IVA e relativo versamento dell’imposta, anche se si poteva evitare.
Tenuta della contabilità secondo le regole del regime ordinario.
Presentazione della dichiarazione dei redditi coerente con un regime diverso da quello forfettario.
Anche l’eventuale scelta di agevolazioni specifiche, come la riduzione del 35% sui contributi previdenziali per chi è in regime forfettario (ma solo per iscritti INPS e non, ad esempio, a Casse professionali come la Cassa Forense), può essere interpretata come una manifestazione di adesione al regime.
Le Conseguenze: Niente Marcia Indietro
Nel caso esaminato, il professionista ha emesso fatture con IVA sia nel 2020 che in parte del 2021, e ha presentato le liquidazioni IVA. Nonostante intendesse passare al regime forfettario a marzo 2021, l’Agenzia ha negato questa possibilità. Non è stato possibile nemmeno rettificare la situazione tramite note di credito o nuove fatture.
Per l’Agenzia delle Entrate, una volta intrapresa la strada del regime ordinario con comportamenti concreti, non si può tornare indietro a posteriori.
Una Lezione per Chi Vuole Aprire un’Impresa
Questa vicenda contiene un’importante lezione per aspiranti imprenditori, freelance e liberi professionisti:
le scelte fiscali vanno fatte consapevolmente e in modo informato sin dal primo giorno di attività.
Non basta avere i requisiti per accedere al regime forfettario: è fondamentale comportarsi coerentemente con questa scelta. Anche piccoli errori iniziali – come emettere una fattura con IVA quando non dovresti – possono compromettere l’intero anno fiscale e aumentare il carico amministrativo (e tributario).
Conclusione
Se stai per avviare un’attività, confrontati con un commercialista prima di emettere la prima fattura. La fiscalità italiana non ammette improvvisazioni, e le scelte iniziali – anche solo operative – possono determinare vincoli difficili da rimuovere.
Essere informati non è solo un dovere fiscale, ma un investimento strategico per il futuro della tua impresa.
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Federica Maurig

